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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   fot PANCBAZIO PAtMA 363
   i paesi della nostra provincia, o sono castelli de' rispettivi baroni, »e costoro li volevano non nei luoghi fertili, ma nei colli per natura più forti; o furono prodotti dagl'incastellamenti, tanto in moda ne' secoli X e XI, scegliendosi i siti più sicuri dalle interne ed estere devastazioni. Quindi le pianure e le dolci colline rimasero abbandonate. Ma il disertamento della spiaggia marittima e delle valli de' fiumi fu l'opera della pirateria, in prima dei saraceni, poi de' turchi europei ed infine degli africani; flagello che è durato sino al trattato conchiuso colle potenze barbaresche. Ohi voleva abitarvi, a pericolo di essere fatto schiavo e condotto a mangiar grilli salati in Africa? Or dove non possono dimorar uomini, ivi: non barche, non pesca, non commercio, non case, non agricoltura. E questo malanno, comune a tutto il litorale del regno, fu da noi più risentito dal non essere nella nostra spiaggia, tutta piana, alcun paese forte e fortificabile di cui avean dovizia la terra di Bari ed il citeriore Apruzzo, da servir di rifugio, se non nelle invasioni, almeno nella piccola pirateria.
   Banditi.
   La patria istoria ed i monumenti contenuti nel corpo delle viceregnali prammatiche ci fanno conoscere il desolamento della provincia, ed in particolare del primo distretto, per una specie di guerra civile, più o meno infierita fra noi, dalla metà del secolo XVI sino al 1684. Tralascio di far conto delle uccisioni, condanne, emigrazioni, né calcolo le estorsioni ed i devastamenti de' fuorusciti, e la rovina de' comuni, costretti a mantenere a loro spese le truppe spa-gnuole che gl'inseguivano, oltre di quelle che andavano e venivano dall'alta Italia, e qui facevano massa o riposo: e solo considero il mezzo scioccamente escogitato, e barbaramente eseguito, di demolire i villaggi che contenessero meno di dieci famiglie, e tutte le case rurali, onde i banditi non vi trovassero ricovero e viveri. Si rinchiusero ne' paesi murati le granaglie, il vino e gli animali. Da essi non poteva chicchessia estrarre che il vitto di un giorno per sé solo. Quale agricoltura, qual'indxistria poteva allora non

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