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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   370 OPERE COMPLETE
   fosse costruito un ponte di palmi 16 in vece di una tromba. 11 gran difetto però di questa strada è di non incontrare dalla sua entrata nel regno flno a Pescara alcun paese, essendosi voluto evitar Giulia a forza di rappresentare impossibile il passaggio per essa. Io qui cerco scusa se mi metto a considerar le opere di sommi maestri, i quali avrebbero dritto di dirmi ne ultra crepidam sutor. Ma io u-milmente risponderei che se è da pochi il dirigere la costruzione di una strada, è da molti il poter dire : questa strada è bella, dritta, solida, ed è della portata di vari, anche non ingegneri^ il dire: poteva farsi nel tale sito e-gualmente bene o meglio. Eccone un esempio. Il eh. sig. Afan de Rivem nella sua dotta e filantropica opera succitata (voi. II, pag. 216) a proposito della strada degli Apruzzi, rileva gli errori commessi dagli antiéhi ingegneri e dimostra la necessità di cambiarla dal miglio 54 al 91 '). Or assai prima che lo stimabilissimo lavoro del sig. Afan u-scisse alla luce, avendo io attraversato quel tratto otto volte, mi si era da viaggiatori e paesani affermato in grosso tutto quello che nella ripetuta opera vien dottamente e con precisione osservato e proposto. Sia dunque a me permesso di continuare ad esporre il mio parere. La strada da Pescara al Trontb è stata tracciata nel piano del mare, or più a questo accostandosi, ora alle colline, secondo piaceva divergerla. Generalmente è stata più avvicinata al mare sul
   ') Po voti perché il dotto autore sostenga nella qualità di Direttore generale la sua idea, e ne procuri la successiva esecuzione, piuttosto che annuire a progetti di ripopolare il Piano di cinque miglia con case, caserme e conventi, o (peggio) di deviare la via a Forca Carusi, e portarla per la Marsica a Sora. Questo secondo progetto è ora in voga. Si dice che quella pessima vetta, sebbene si riconosca per un passo terribile per venti e per nevi, sia preferibile, stante la brevità del pericolo. Costoro guardano solo la cima del monte, ma vuoisi riflettere che il disagio è di nove miglia da (Mano a Colle Ar.mele, per la quale distanza non vi è, né vi può essere un ricovero: che il terreno nella maggior parte nudo scoglio, disabitato anche di estate, nega un sorso di acqua; e che anche nella bella sragione i venti e le improvise tempeste han dato a quella gola una luttuosa rinomanza. Almeno il Piano è amenissiiuo, frequentato da agricoltori epastori, appena rimane sgombro di neve.

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