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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   • OPERE COJÌFÌETK
   presa, con danno del commercio e delle dogane. È giusto che si palesi la verità sul proposito.
   Giulianuova è fabbricata sopra una piccola collina di circa 100 piedi elevata sopra il livello del mare, la quale si rialza al suo settentrione e si degrada regolarmente ed insensibilmente a mezzogiorno sino al piano del Tordino. Da oriente verso il mare il pendìo è più o meno ripido, ma da per tutto coltivato in ogni anno, e piantato di viti e di ulivi, senza che pur una di tali piante si vegga mossa o inclinata: segno evidente della scarsezza delle acque e della stabilità del suolo. Solamente è da osservarsi che la mentovata collina è formata da un banco di argilla, sopra cui posa un alto strato di breccia, ricoperto da una superfìcie di terra vegetabile e mista. Ciascuna di tali stratificazioni pende egualmente verso il fiume. Or è naturale che in sì fatte disposizioni di terreno sieno sorgenti nei punti di contatto delle alluvioni sul masso di argilla; poiché filtrandosi l'acqua superiore attraverso i miscugli e le brecce, giunta all'argilla, non potendo penetrarla, deve scorrere su di essa secando il declivio o sgorgarne da aperture naturali ed artefatte. In tal modo si è formata la fontana pubblica di Giulia, fabbricata a mezza costa del lato orientale: ma perché desse acqua sufficiente al paese, bisognò scavar nella breccia lunghe grotte per riunire diversi zampilli. Così in varie più piccole sorgenti lungo detto lato in linea inclinata verso il Tordino, sino alle tre servite al distrutto Castro. Fuori di tale linea, né più sopra, né più sotto si trova la menoma polla, e ben fortunati si chiamerebbero i padroni di quei fondi, se meno povere fossero le scaturigini.
   Al settentrione di Giulia è stata sempre una strada verso il Salìnello. Sul principio in dolce pendenza, scende poi bruscamente tagliando la collina. Tanto il superiore che il sottoposto terreno è stato sempre ed in ogni anno coltivato, ed è piantato di vecchi ulivi. Verso la metà della discesa taglia la linea che separa la terra di alluvione dall'argilla, ed ivi trapela uh filetto di acqua. Tempo addietro il comune volle allargar la via, tagliando non a scarpa, ma a piombo U terreno superiore, il quale, venute le piogge, privo di

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