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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   380 OPERE COMPLETE
   La strada di Teramo non può dirsi compinta perché manca il ponte sul Ve/zola all'ingresso della città. Il resto, sebbene compiuto non si è fluito a pagare, e l'appaltatore è tuttavia creditore di qualche somma. Non era dunque sperabile veder cominciata tale seria opera. Impaziente però di vederla sorgere il benemerito sig. intendente Palamolla, secondato dal Consiglio di provincia, ha proposta ed ottenuta una piccola tassa sulla fondiaria del primo distretto, altra sui comuni di Teramo, Mosciauo e Giulia, ed una volontaria soscrizione de' -cittadini del capoluogo. Con tali mezzi s'intraprese la fabbrica, ed egli ebbe il piacere di por-ne la prima pietra ai 24 luglio 1833 giorno natalizio della defunta Kegina,'ed anniversario della venuta in Teramo del ben amato Perdinato II, in mezzo agli applausi ed entusiasmo de' cittadini. Sono stati innalzati sinora sei solidissimi piloni. Ma ardua è l'impresa, scarsi i fondi, e per colmo di disgrazia si lavora su di un progetto gigantesco, la .totale esecuzione di cui non mostrerebbe che un'incomoda ed inutile grandiosità. Mi fo ardito di sviluppare il mio avviso, che sottopongo alle persone istruite ed amanti della patria, pronto a cambiarlo col loro in ciò, come nel resto quando fossi convinto del contrario.
   Il torrente Vezzola era prima dello sboscamento rinchiuso in uno stretto alveo, come ne fanno fede i monumenti, la tradizione, e l'ispezione di due vecchi ponti che in parte rimangono in piedi, ma sommamente rincalzati. Il secondo situato sotto le mura ha perduto uno de' due archi che aveva, ed è stato girato dalla corrente nella parte opposta alla città, colla devastazione di fertile pianura. Si è quindi successivamente dilatato il letto, e nel sito ove si è cominciato il ponte la sua larghezza oltrepassa i palmi 400. Al fianco verso la città non ha il fiume fatte considerevoli erosioni, in grazia di piccoli ripari opposti dai possessori di orti e molini. Atteso il dilatamento, per quanto enormi sieno le piene, non mai l'alveo si copre interamente di acque, e la forza di esse può bensì rodere le sponde, ma non mai superar la loro altezza. Quindi ne viene che una regolare arginazione potrebbe non solo garantire da

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