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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   DI PANCRAZIO PALMA
   mi arresto, giustamente timoroso di aver troppo detto, nòli essendo iniziato negli architettonici misteri. ISTon presumo di mostrarmi uno scienziato, ma sólo un cordiale amatore della possibile floridezza e cultura del mio paese. E posso lusingarmi che le mie osservazioni ed i miei voti in fatto di opere d'arte possano trovare il minimo ascolto! Per ora certo che no. Pure credo che sempre giovino le riflessioni sulle pubbliche imprese, se non altro per indurre chi non è dello stesso parere a* meglio investigar la materia, più tosto che ad aspirare all'infallibilità di un primo concepimento!'
   Vi era ancor tempo a compier la strada di Teramo, e più ve n'era a finir di pagarla, quando il consiglio provinciale riceveva le domande di vari comuni che reclamavano delle traverse sul fondo della piccola tassa. Queste petizioni si vanno ripetendo ad ogni tornata e meritano d'essere e-saudite. Ma quale sarà da preferirsi, quale la via più utile da intraprendersi al più presto? Dirò anche su tal quesito la mia opinione.
   Abbiamo la comunicazione col mare, collo stato pontifìcio, e con la capitale da Teramo ed a Penne, di cui molte comuni profittano. Ma ciò non è che la metà del nostro bisogno. Chiusi in due lajti da alti appennini abbiamo, necessità di aprirci un varco per essi, e trafficare colla provincia di Aquila, e per Introdoco, con Roma. Due gole si aprono in quella catena ai fianchi dell'isolata montagna di Tottea, dall'una delle quali ne viene il Vomatio, e per l'altra il suo primo influente chiamato Fucino. Per la prima costruirono i romani una via che protrassero giù pel Vomano òr all'una or altra sponda, secondo la località, come ne fauno fede i ruderi di due ponti di'grossissime pietre riquadrate, alcuni tagli di rocce che tuttora dimostrano la mano dell' uomo, e la colonna miliaria esistente in Poggio Urn-bricchio '). Da tale strada doveva vicino Montorio spiccarsi
   ') Pare dalle tracce e vestigio rimaste che tale via da Montorio per la destra del Vomano andasse al Fano di Adriano che in quei tempi er-gevasi accosto al fiume nel sito, ove souo molti ruderi, chiamato Pie di Fano, da dove ripassasse sulla sinistra sponda nelle vicinanze di Senarica,

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