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tura, la quale subito migliorerebbe per le piantagioni e fabbriche che farebbero gli acquirenti o enfiteuti. La prima via è aperta per la beneficenza, pel regal collegio e pei benefici regi; ma non pei fondi comunali. Per questi è „ ordinata la distribuzione in quote ai cittadini poveri, con discreto canone. La saggia istituzione, eseguita esattamente in molti comuni, non è compita in altri a cagione di parziali ostacoli. Riguardo agli altri menzionati beni rarissime sono le offerte di compre con fondi pubblici: ovvie le domande di censimento. Le autorità provinciali le secondano ogni volta che presentano un visibile vantaggio del luogo pio sull'annua rendita coacervata per un decennio, ed il caricamento del tributo fondiario a danno del censuatario. Ma la Consulta di Stato sempre vigile non approva gli enfiteusi se, in oltre, non trova l'offerto canone superiore, o eguale alla rendita imponibile espressa nel catasto. Questo però, nella nostra provincia eseguito con un rigore non usato in altre, ha una valutazione più alta della vera rendita. Di varie ragioni di ciò, ne dirò due. Si basò l'estimo non sugli affitti perché rari, ma sul prodotto ordinario ridotto in denaro, depurato di spese e sui contratti di compre. Per determinare il valore del fruttato si coarcevarono i prezzi dei generi di un decennio antecedente ed il grano risultò del prezzo medio di ducato 1,80 al tomolo. Da venti anni è sceso di molto, ed ora un coacervo darebbe appena un ducato e gr. 20 al tomolo. La stessa diminuzione han sofferto gli altri prodotti agrarì. Altra base di valutazione furono i contratti di compra o di enfiteusi del decennio, che precede il 1806. Sì credè che chi comprava per 100 ducati un fondo fosse sicuro di ritrarne ducati cinque. Ora è inas-siina conosciuta che le cose commerciali hanno un valore bilanciato in proporzione de' compratori e venditori. Se i primi sono molti, e scarsi i secondi, il prezzo alzerà: ed al contrario. Le compre prese per norma essendo anteriori al-P abolizione dei feudi e fedecommessi, alla secolarizzazione di tanti beni chiesastici, alla divisione de' demani comunali, ed alla vendibilità de' fondi de' luoghi pii; appartenendo in sómma al tempo, in cui tre quarti de predi non eran acqui-