Stai consultando: 'Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850) ', Giovanni Palma (a cura di)

   

Pagina (505/626)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (505/626)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   bl #ANORA2lO .pÀtMÀ 45S
   breccia, il trasporto. Ed è appunto per questo clie in tutti gli stati di Europa,, si fanno ricerche e saggi per discoprire sì prezioso fossile. Nella nostra provincia ve n'ha certamente perché in più siti se ne trovano frantumi. Siuora però non è riuscito scoprirne dei filoni di tale volume da dar campo a scavi regolari ed utili. Forse esistono a notevole profondità, e per metterli a profitto richiederebbonsi persone abilissime addette a simili indagini e capitali vistosi: due ine/zi che sinora ci sono mancati. Se un giorno si potessero ottenere, noi vedremmo sorgere dalla terra un nuovo ramo di ricchezza da nudrire scavatori, carrettieri, fabbricanti, ed aprendosi nuove strade, novella vita prendere ogni nostra industria. Frattanto non resta che prender cura de' vegetatoli, uno de' cui vantaggi è il combustibile. Mi occuperò perciò delle piante legnose le quali possono prosperare nel nostro paese, lasciando ad altri il parlare delle piante erbacee. Quantunque io abbia divisi i vegetabili legnosi in alberi da frutto, da legno e da fuoco, e ve ne siano diversi, che esclusivamente ad un solo dei tre usi sieno addetti, pure moltissimi fra essi sono, i quali dan frutti esculenti, legname da lavoro e da fuoco; mentre alcuni traggono pregio dalle foglie e spesso da queste insieme, dal legno e dal frutto. Dubitar non bisogna che i più. pregevoli sien quelli, i quali molteplici utilità ci arrecano. Così gli abitanti della zona torrida dal solo cocco ritraggono bevanda rinfrescante dalla noce acerba, cibo dalla matura, funi dalla lanugine, cover-tura dalle foglie, legno dal tronco; ed il misero abitatore del settentrione sa colla sola betula bianca soddisfare i suoi pochi bisogni. Noi più felici possiamo nel bel clima d'Italia mille svariatissimi utili e piaceri procurarci dagli innumerabili alberi ed arbusti, di cui ci fu larga la provvidenza e da quelli che i domatori del mondo ci portarono dalle più felici regioni dell'Asia e dell'Africa, ai quali a dovizia andiamo aggiungendo altri molti che i naturalisti han tratto dai nuovi continenti, e negli orti botanici deposti, si offrono agli amatori del bel regno di Flora. E sì vasto è il complesso degli alberi indigeni, naturalizzati ed esotici, i quali allignar possono nella nostra provincia, che il solo elenco

Scarica