DI PAKCRAZIO PALMA 477
legandoli. Ciò ottiene l'intento. Ben presto però questi si seccano e la bassa chiusura svanisce. Ohi vuole una siepe di eguale fortezza non risparmi le piantine, e le ponga a quattro file. Eitagliandole il secondo anno ciascuna darà più rigogli. Questi si lascino crescere secondo il naturale istinto. Solo, veriflcandosi qualche piccolo vuoto, si può chiudere piegando, non mai orizzontalmente ma a diagonale i tralci vicini; però si taglino al più presto le legature. Si lascino crescere le laterali branche a tutti, non mozzando le. cime che a palmi tre di altezza, e quindi negli anni seguenti sempre mezzo palmo più alto. Si usi nel taglio non la ranchetta, ma un nuovo forbice a molla, già adottato da' più solerti possidenti, col quale si hanno tagli esatti e puliti senza schegge o spacchi. Quando la siepe fosse molto invecchiata o illanguidita, giova ritagliarla a flor di terra, garantendola con fratta morta, perché così si rinnova e ringiovanisce, nel mentre da legno per fuoco. Essendo la siepe a quattro file può farsene il taglio in due volte, cioè due file all'anno. Così quando si tagliano le une, le altre servono di riparo. Trattandosi di giardini è bello tali siepi tosare nel terminar di maggio dopo finita la fioritura, e si manterranno regolari come bosco per, tutta la stagione.
Non ho poi termini bastanti ad inculcare ai proprietarì di non dar Urrà alle fratte riducendole un greppo alto. Quella soprapposizione nuoce alle radici perpendicolari e primitive privandole delle atmosferiche influenze e promuove la cacciata di radici superficiali, le quali ben presto si disseccano assalite dal sole che cuoce quel monte di terra. Inoltre esso impedisce la metòdica zappatura tanto necessaria a qualunque pianta e fa che la siepe sia assediata da inestirpabili erbe nocive e soffocanti, come le falaridi, i galli, le robbie selvagge ec. che distruggono gli spini. Eppure non solo i rustici ma gl'istruiti possidenti tengono per sacra ed indispensabile tale sciocca, e dannosa pratica, abbagliati dal momentaneo rinvigorimento.
Diciamo qualche cosa delle selve cedue, assolutamente sconósciute nella nostra provincia, se tali ora non vogliansi riputare le decimali porzioni di bosco assegnate al compenso