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Osservazioni Geologiche e Memorie Storiche di Accumoli in Abruzzo

Agostino Cappello
Stamperia del Giornale Arcadico, 1825, pagine 164

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   h«murà nella loro integrità, ingrandirsi Certamènte dovevano in proporzione le altre della nostra con* trada, per la quale grandissima ed affettuosa, memo^ ria conservava Vespasiano imperatore (i) e Tito di lui figlio. Ma quel vortice dal quale tutte le più grandi cose di Italia erano subissate, le piccole nostre eziandiò annientava , e più da quello che dai naturali sconvolgimenti ripetiamo l'oblio , e la pochezza in cui rimasero. Quel terrore intanto che Roma ispirava, sminuivasi a gran passi, e scherno ne veniva finalmente Italia da quegli stessi che dinanzi al solo nome di Roma impallidivano. Cólpa però si fa dei grandi che dimentichi dei costumi/degli avi, contaminavano la patria loro dei vizj di quegli stranieri che disperati di abbatterla col valore , con quella ingannevole lucida vernice del lusso e di tante altre deformità la bruttavano, che da qual tarlo divorata crollava interamente. Alla civiltà difatto teneva dietro la barbarie, alla vigoria l'inerzia , all'amor patrio l'indifferenza , al diletto delle vetuste rimembranze la non curanza anzi il. dispregio delle medesime. La provvidenza però che tutelava l'Italia rannicchiato avendo i conservatori delle lettere, e le lettere stesse nei chiostri, il genio •italiano prendeva a poco a poco ardimento novello , e le utili e belle vetuste cose nell' oblio rimase alla primiera luce ridonava, ed il mondo mercè di. quello tornava ad incivilirsi. Passava intanto quel memorando secolo decimo ed un ordinamento novello malgrado delle italiane fazioni stàbili-vasi in Italia.
   (i) Svet. id.