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potenti ancor erano i duiflhůdi Spoleto, sotto cui comprendevasi il territorio di cui dovremo noi fa--vellare. Cadeva il'regno de «longobardi per opera, di Carlo M&gno, che sotto čerie condizioni riconosceva il duci di . Spoleto ; il cui potere giornalmen* le scemando ne restava finalmente il* solo nome» ai propri vescovi* Malgrado < peraltro Adella distruzione del longobardo dominio non cessŕvaě l'Italia di risentire nuovi flagelli arrecati dai Saraceni, che dopo tanti guasti Giovanni X, pontefice sommo, mercč -de'nňstri abbruzzesi precipuamente, sterminava , cao ciangoli dall'italiano coatineiite (i). Nč minore manifesta vasi l'abbruzzese coraggio,' passati Appena quattro lustri, nella distruzione degli Ungui», i quali dopo ave* devastate la Germania, la Francia , e 1' Italia ' tornavano dalla Puglia'! baldanzosi per le Vittňrie, e per le ricche prede; ma nel territorio dei Marsi e dei Peligni eran tagliati f .pezzi dai valorosi abitanti, (a) f•/¦'.» :
Spegnčvasi intanto , come sopra accennossi il secolo decimo , ed in mezzo alle cittadine gare sorgevano novelli ordinamenti nelle' italiane' terre.
(i) Boni, de restituenda salubritate agri romani, pag. 73. e 53. ; / ; -
'(a) Murat. Ann. tom. 8. pag. 19; Hardiňri Stor. Uni-
tersale tom, pag. 19, ! 1 , < .
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