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si come abbiam dettov ma ancora sotto il distratto dì quella citta. Dall'andamento delle cose da noi' discorse prima di questo trattato , dalla confessione senza malizia fatta in esso trattatole da quelle cose ehe immediatamente successero, scprgesi-a chiare note essere ciò il risultato: delle circostanze attuali in bui ad Accumuli darasi solamente l'onore di esser nomi-nata peri la prima fra le terre, summatine. Nfe dee porsi in dubbio quanto di sopra accennossi per le proteste fatte dai nostri di tale novità ; per la revoca della, quale vedendosi delusi, ne potendosi per se soli sostenere, si diedero al re di Napoli. Della qual cosa vuoisi t ancora ragionare» < )
L'tfhima donazione di Ottone fatta» al vescovo» di Ascoli h certamente anteriore.all'esistenza di Ao cu moli x'. come ? noi abbiamo provato. Che i nostri ottenessero un diploma imperiale (a) per togliersi dalle incessanti ruberie dei loro oppressori, dai quali. il vescovo, conte di Ascoli non liberavali mai, e fabbricar quindi una terra dai.loro governata, è parimenti provato dai suddetti monumenti» nh deb* be non valutarsi la donazione dà«.Roccasalli fatta ai nostri, e da loro, ricusata > per la quale noi abbiamo la sequente memoria. Pórvum quoddam pri-vilcgiolum signatura n.° XX VP expoditum sub anno 1356 a qi&odam capitando: et' ab universitate civitatis Asculi dicitAcoumulttm. esse.de districtu ip-mus civitatis Asculi, et per ipsam. civitatem Asculi fuisse donatum castrum Rochce sallis de eodem di-
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(i) Il diploma d'ottene con vani altri privilegi fa per* duto in Napoli l'anno 1750 come rilevasi da lettera :d* officio del marchese Mauri presidente di Sommaria. Pro cesto citato pag. 47, 48,