trunlfeiifóftate Diotigdkrdl, dal Braccio in afa*'concetto fenato (i). -
Tutto intanto favoreggiava la parto • angioina. Napoli medesima cedeva per le gare surtè fraijcapi aragonesi. Ritiravasi l'infante don Pietro ; e .vii entrava la regina Giovanna (a)* . l I. ni .7 Tante erano in questo, momento le iràssàsioii» della nostra patria, che agli uomini delle vilfe nlfaciv^ impossibile di soddisfare » •> ; Seguiva» ^Fainio i 14 $$ fai morte della Regina tju'el-li di -Ludovico1 d*Ahgi£,ì lasciando erede delregno ifi. rUeHi ò' 'Réiàtb Catello di' Ludovico * II ré'Alfonso T^ducé di' g&im dalla Gatafégna* In Sieflia^fbsnva ar-tfentr l slldi Sguardi sulié 'napolitani discordie*** tutte prendeva le sue misure Ónde rivendicate; i '> diritti deità J primitiva : àdózidftg diGiovannà. ftiafccendevasi quindi il 'battitoif àftgonfóe, è ' cortfevà' a sortenerfo Alfonso dtto tote'le^forfee- Véniva Genova1 in àjttto
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1: ifOSpmbva dai'tittt&iliiUsi >ehe esistbseima lettela dèi Braccio , ed alcune; AJl^ccinmo, scrittq ta:< quésto nostro coHèitiarfirfo;0 Per tpàaiitèi ( diligenti c ricerche.siano state 'di > uoi ' fatte non • èi rtufditu di ' avere <- neppure ma cranica) déln Dfotiguàrd? p da > èòt nella *cfct*aitdokscen-za letta, e riportata dai nostri nel -processo -citate-, e della quale diremo in seguito. • «: (1;
(2) Murat. anfu» i<£ 7 * - ¦ » * • • • v¦>