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raccoglie in varii luoghi forti donatici. Gii aquila-Di soprattutto gli offrono grandi somme (i). Gli av-verthnenti di Alfonso , e Fincpstauza del dupa di Milano, inducono il di lui genero Francesco Sforza a retrocedere in Romagna * per difendere i $uoi stati, minacciati dalle armi di Milauo sotto la condotta di Nicolò Piccinino, che sosteneva Aragona (a). Questa circostanza rende più malagevole la situazione di Renato. Jnvia tuttavia Francesco verso Napoli Giovanni di lui fratello con due mila cavalli in ajuto dell' angioino. Alfonso pertanto rinnovando lo stratagemma di Belisario, il di* giugno j44s s'impadronisce di Napoli, che per più ore viene dalle sue truppe, contro i suoi divieti, saccheggiato (3). Entra poi esso in Ifapoli ; ne raffrena la militare licenza , e mitiga .gli animi della capitale colle sue bqone grazie. Il solo Castelnuovo tiene in favore di Renato. Viene assediato dal re. L'Angiò imbarcasi sulle navi genovesi. Marcia quindi Alfonso contro Catdora. Comincia il combattimento con furore ; ma vien posto in rotta l'esercito Angioino. Caldora resta prigioniero , con sospetto della di lui fama, tìio'vanni Sforza salvasi appena con cavalli nella Marca (4).
(i) Mtirat. id. pag. 188, J, , ; ì
(a) Marat, id. pag. 194.1 , i . ,
(3) Cor. op. cit. pag. 8oo. • i, ;'>
(4) Murat. id. pag. 196.
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