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ben guardata. Prima che il recali* Aquila arriva»-se , iiiterteaevasi ad espugnare Frignano-, terra demaniale che teneva ancora per Renato. Gagliarda ed ostinata resistenza presentavano quelli di Fa'gna-no : il rè prendeva finalmente quella terra d'assalto; mettevala a sacco; e quindi bruciavala nel di i. Agosto i443 (')• Entrava in Aquila il giorno 12. dei detto mese t obliando generosamente il passato Ite ripartiva però Indomani per Civitareale ( pres* so l'antico falacrinò) ove col fiore della milizia brac cesca, e col massimo gradimento del re incontrava-lo Niccolò Piccinino y divenuto Gonfaloniere della chiesa (a), che assediava il Castello di Fisso, dominio unico rimaso agli Sforza nell' Umbria? Che di tanta importanza fosse questo Castello, noi il crediamo , mentre la prima operazione militare del re per riconquistare i dominj della chiesa cominciava a Fìsso; inoltre per un tal effetto un re ed un Gonfaloniere deila Chiesa riunivano gran numero di truppe, che dicesi ascendessero, a trenta mila fra pedoni e cavalieri (3). La caduta di Visso, oltrec-chè toglieva agli Sforza un punto d'appoggio o per la ritirata , o per molestare i Confederati nel Piceno, rendeva loro sempreppiù difficile la speranza di riaquistare le terre dell' Umbria.
Ppr le insinuanti maniere del re con gli. assediati rendevasi onorevolmente il castello/
Il giorno medesimo-, in cui il re partiva dall' Aquila, succedeva un atrocissimo caso risguardante
(r) Collenuccio, Compend. della storia del R. di Nap, lib. 6.
(2) Id.
(3) Murat. aim. Tt 9. pag, 4«»<
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