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mi invece anch'esso ribellavasi. Questa inopinata! defezione trascimava seco tutti gli altri baroni'(i), fra i 'quali' il ricchissimo principe di Tarante..(>Or* sini), cui il governo pagava ioò mila ducati d'oro pel mantenimento delle sne truppe (2). In sì :gra* ve pericolo inutilmente ricorreva il re agli- ajnti dei veneziani, e * fiorentini. Il sapientissimo pontefice J, ed il conte Francesco Sforza per le sue giuste ve-? dnte politidtòy erano i soli 'alleati del re : vicinitera* no- i dwe campi nemici. .'L'armata^ aragdnese àesbjiva favorevole posizione plesso \V Syrno, quando' per l'eccessivo ardore' del giovine re , contro; il/parere del Duce della cliiesa e di ; altri capiianii, si venne ad un< generale fatto- di armb il ndì 7; lus-glio 1460, ;in cui vicendevole fu la stijagé ^ma superarono r ribellii Lo» stesso Simonetta Duce della chiesa morì sul campo d'onore e appena con 20 cavalli si ittfse'in salvamento il re (3). In questa luttuosa cirpo^tnnta 4a regina''Isabella con umiltà senza pari girando colla bussola in mano per ( Napoli, tanta'oro-raccoglieva che riparava in qualche imodo l'erario1 regio de\ tutto esausto.-Stavasi inoltre nella' speranza che se irvi le cose eratso state avverse, favorevoli sarebbero* negli Abbruzzi. Ma quivi i capitani alleati deli re, Alessandro Sforza ed il conte di Urbino*, dopo sette ore di eccidio, il giorno '27' di'«detto mese a s. Fabiano presso Giulia nuova erano messi in ? rotta da Iacopo. Piccinino : rltiravattsi alla meglio- gli ^alleati del re con quel poco che loro testava. - Neil'autunno il Pic-
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(1) Murat. id.
'(2) Ponfcano , de bello neapòlit/ pag. ' 470.
(3) Murat. id»' -j .q ^ - -