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bidienza del re nell' Ottobre del i486, (i). Non mai più la' nostra patria trovossi in tanto critica posizione , come in quest' epoca. ì con vicini Orsini, i luoghi limitrofi tutti erano suoi nemici, perchè nomici degli Aragona. Sono quasi sempre in generale narrate le cose dai nostrici ricordano bensì che i saccheggi, le stragi e gì' inceridii precipuamente negli scoperti villaggi furono a vicenda più'volte ripetuti. A diverse riprese ed in diversi modi assaltarono questi raddoppiati nemici le nostre mura ; ma sempre vergognosamente respinti» e talvolta inseguiti con grave loro perdita. Sono alcune azioni dei nostri dipinte col titolo di gloriose; ma accoppiate veggonsi a tratti di barbarie da loro stessi atfcen-* nati di volo. In conferma di queste generali cittadi* ne e lagrimevoli notizie, conservasi pressò di noi il seguente officiale documento, inviato al nòstro ma* gistrato allorché già la pace era fatta.1-Fuori. «7VÓ* bilibus et egregiis viris sindico, electis universi** tati et hominibus lerfiòe A cumuli , ' regiis Jidelibus dilectis etc. Dentro. » Alphonsus dux Calabria etcì Nobilès et egregii viri regii Jideles nobis dilectis** „ simù La maestà. del N. Re avendo corisidèratio-f „ ne a li dispendii possono occorrer per la } repa-* „ ratione di questa regia terra, et altri' bisogni' d«f quella, vole , et ve fa gratia ve siano relassàti „ et condonati tutti li residui passati; et altri pa-„ gamenti che al presente correno : Ve ri* habiam
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(i) Ioannes Albini Lucani, de bello intestini Ub.V.r pag. 72. Murat. ann. t. pag. 55o. 7 a : • 1 <*
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