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pei suoi malaugurati fini politici , ed in avveramento del vaticinio del defunto Alfonso d'Aragona, invitava la .Francia per la conquista dèi regno di Napoli: eccitavano i veneziani gli esuli baroni a portarsi in Francia per lo stesso objetto* Profittava il giovine re di Francia di questi inviti, e le solite angioine pretensioni mettendo fìiora, scendeva in Italia Con 60 mila armati (1). Tutta Italia favoreggiava vergognosamente l'impresa ; con maggior viltà ancora eran disposti a favorirla i fiorentini; ma un solo cittadino, non potendo sofferire le vili stipulate condizioni, ebbe ardimento di lacerarle in faccia al gallico monarca; ne mica questi dolsesi, ma assai più miti per quest' atto ne vennero, le cose alla repubblica (2). Erano intanto le napolitane squadre marine battute dai francesi, quelle di terre precipitosamente ritiravansi ; e così addentro ne aveva penetrato i fatali avvenimenti il nuovo re Alfonso, cbe abdicava ' il tumultuante regno a Ferdinando II. di lui figlio (3).
Stava ancora Carlo VIII. in Roma, e quasi tutto l'Abbruzzo aveva inalberato bandiera di .rivolta. L'Aquila costantemente francese ne aveva data la prima l'esempio (4). Stavan forti gli accumulesi, tutti i loro pensieri volgendo alla difesa : respinti quindi erano da loro gli emissarj francesi, ed i loro partigiani (5). Entrava quindi Carlo nel regno con tale
(1) Murat. ann. t. 9. id.
(2) Id. pag. 576. '
(3) Id. il celebre Giovianp Pontano fu l'estensore di questo atto. . > ' t
(4) Id. Roscoe vita e pontif. di Leon, X, toni. IL.
pag. i3.
(5) C'incresce che le notizie dai 00stri antenati trasmesse siano il più delle volte ia modi generali riferite.
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