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gi da lui riordinato, di arti abbellito , e si grandemente coli* animo suo generoso incoraggiando i letterati, che Napoli rivaleggiava colla nuova Atene (Firenze) (i). Che anzi noi osiam dire, che se i più dotti in ambe queste citta gareggiavano fra di loro , e ponevano in emulazione le altre città italiane, e maestri delle straniere diventavano; Napoli superava Firenze nella giurisprudenza che era molto florida, e per cui a sommi onori s'innalzava* no dal saggio Aragona i di lei cultori (a). Come mai , dopo questi fatti può dipingersi con maligno e mendicate menzogne il trono degli Aragona come ingiusto? Lode dunque perenne sia a tutti quelli che in loro favore adopraronsi : e molta lode debl>esi ai. nostri buoni vecchi accumulesi, che saldi nei giuramenti loro , furono discernitori iRri del privato non meno che del pubblico italiano bene. Abbiam noi osservato' i dolorosi avvenimenti per l'oppressione esercitata contro gli Aragróa>t. maggiori li vedremo neh secolo XVI; il jfiggiore di tutti da gravissimi storici chiamato (3).
(1) Roscoe op. cit. t, i. .dalla pag. 88. fino alla io$*
(2) Lo stesso Alfonso benché tutto dedito alla milizia , protesse e stimò grandemente i, letterati. Id. e stor. <àf, tom. 3. pag. 472.
(3) Murat. ann. tom. pag. 216,
Fine della prima parte.
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