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ecclosiara. Et etiam nullus magister vel quivis alius audeat ipsos lapides rumpere ad petitionem alicuius pro-pterquod ad petitionem pontoneriorura pontium. (Contrafaciens vero in quolibet casuum predictorum solvat vice qualibet Camerario Terami pene nomine soldos centum applicandos in opere illius pontis sub quo lapides ex-tralierentur exportarentur sive rumperentur. Et credatur sacramento denunctiantis cum uno teste idoneo, qui denunctiator habeatur privatus et habeat de dieta pena soldos viginti. Et super predictis fiant etiam iurati.
De gayfis et trasannis ante domo faciendis - Rubrica X VI.
Assisiam facimus quod unicuique de Teramo liceat gayfos seu trasannas 1 ante eorum domos et super apo-thecas faeere et in publico extendere prout alii convicini sub pena et bampno. Et si quis vicinorum contra-diceret solvat universitati Terami libras viginti nomine pene et gayfos et trasannas ante eius domos existentes statini removere debeat sub pena predicta. Et nichilo-
il Vezzola a settentriouo di Teramo e al disotto della porta Vezzola. Il popolo Io chiama ponte degli impiccati ; giacche ivi presso soleva compiersi l'estremo atto dell'umana giustizia. Dal circuito de'fiumi, ove era vietata l'estrazione delle pietre, e dall'uso, che si prescrive dover farsi di quelle abusivamente cavate, si argomenta che le pietre di quel circuito erano riservate alla fabbrica e ai restauri de' ponti.
' Tracanna è traduzione barbara della voce teramana della stessa forma e risponde all' altra di buon conio gronda eh' ò la estremità sporgente del tetto. L' altra parola gay/ut, da noi non potuta rinvenire in alcun Dizionario, ma eh'è pur usata in qualche luogo d'Italia, come abbiamo mostrato altrove [Stilliin ce., Parte X edilizia), è press'a poco equivalente a tracanna, e forse esprimo più strettamente tettoia, giacché la voggiamo adoperata anche come soprapposta alle botteghe. Non conviene tacere il senso cho alla parola tracanna si attribuisco nello Marche e nell' Umbria, sia perchè può adattarsi al luogo qui sopra riportato e sia per le frequenti affinità dialettali fra noi e i Marchegiani. Eccolo secondo il Vizion «for. nmniinitt. del Rkzasco: « Sedilo talvolta di muraglia fuori le case presso lo porto da via » e « Loggia con sedili ove convenivano gli uomini per conversare. » Il Mizii però co ne dà un' idea più chiara por noi, quando narra (Dial. VII, pag. 3.>T) che il Mastro Portolano nel 1544 feco buttare a terra « le scalate eh' erano per lo strade, e le trasanne e i Gaffii ch'erano nelle piazzo, sopra le botteghe, et alcune nelle strade. »