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Della Storia di Teramo.
Dialoghi sette
Mutio deì Mutij
Tip. del Corriere Abruzzese, 1893, pagine 356

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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Si ringrazia Fausto Eugeni per aver messo
a disposizione la copia del volume.

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    54 --
   che non fossero di quei, che si dicono lesae Majestatis baereste (1), e simili: e che fossero liberi, e franchi di ogni pagamento, fuorché per il salario degli Ufficiali della Città, ed un certo che di sussidio al Vescovo, quando fosse stato necessario andare alla Corte Romana, o aila Regia per bisogni di essa Città. Alla fama di questa libertà ed immunità concorsero molti, e molti, di modo che alla morte del Vescovo Guidone, che fu nell'anno 1170 furono numerati tra vecchi, e nuovi quattrocento Capi di cittadini, numero per certo non poco cresciuto in men di venti anni.
   4.
   Fu il Vescovo onorevolmente seppellito nella Catecfrale, e da tutti universalmente pianto per la sua buona e lodevole vita (2), e per esser Egli stato cagione prossima, che la Città fosse cominciata a riabitarsi. Seppellito il Vescovo, si ragunarono capitolarmente i Canonici della Cattedrale ed elessero in loro Vescovo un Sacerdote di Brindisi nomato Dionisio, Uomo molto attivo nel maneggio del Mondo; di lodevol vita, e di buone lettere dotato. Era anco passato a miglior vita in Palermo nell'anno 1166 il Re Guglielmo . avendo tenuto il Regno sedici anni, ed in suo luogo fu assunto e coronato il figliuolo delio stesso nome, che non passava l'undecimo anno della sua età, il quale per l'eccellenti virtù dell'animo, e per ìe doti di natura fu cognominato il buono Re Guglielmo. Or Dionisio non men dell'antecessore anzioso che la Città crescesse di abitatori, non lasciava, che pensare ed operare, per tirarvi nuove genti. Onde il terzo anno del suo Presulato, fe' pubblicare per le vicine Città e luoghi un privilegio, nel quale replicava ie franchizie, libertà , ed
   (1) Lesae Majestatis, haeresis: dì lesa Maestà e di eresia.
   (2) Ugfielli disse la stessa cosa di Guidone, o Guido II: non sine populorum lacrymis in Cahtedrali humatus. Palma, Storia Eccl. e Civ. Cap. XXXI.

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