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Storia di Vasto. Città in Apruzzo Citeriore

Luigi Marchesani
Da Torchi dell'Osservatore Medico Napoli, 1838, pagine 364

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   «i congiungea l' autórità di presedere à' grudizii, di amministrar la giustizia affiancato dal consiglio di no giurista denominato Assessore; ed in fine perchè confidato gli venne il civil governo delta città e talvolta anche la militar potestà (279), sembra che nel Gastaldo e il re e quasi tutta la cittì) si riunissero. Ma togliamoci dal mezzo di questa folta tenebria di tempo, ove spinti ci siamo per partirne verso epoche meno buje , anteriori e posteriori a* due ferrei secoli della longobarda dominazione.
   Di due parti componisi il reggimento di ogui macchina politica ; V una è la legge , 1' altra si è 1' ordine dejgli uf-filiali ; quella può dirsene 1' anima , questi lé membra ne sono. Ove ragione e dottrina concorsero nel disegno di tal macchina, le parti Sfcattibievolmente armonizzano , con mirabile precisione ed in siffatta guisa si legano che nella legge il sistema di polizia si discerna. La maschia sapienza ab-bondevolmente sparsa nel romano dritto operò sì che gli stessi popoli stranieri scesi 'alla conquista a Italia le loro libere e padrone volontà vi piegassero , ed alle soggiogate città obbedienza verso le romane leggi comandassero. Il Greco imperatore, che innanzi i Longobardi dominò, i Goti , che precedono il Greco , e gli Eroli, i quali furono prima de' Goti, queste genti nè menomarono , nè pervertirono lo spirito delle leggi in vigore ; rattennero essi i dettami della Promana legislazione e polizia in quella forma , che dal detronizzato Augustolo fi riceverono, e come a cotestui erano stati trasmessi dagl' imperatori succeduti ad Adriano (aBo). Nella compiuta mancanza di particolari notìzie sul civile governo    Ìislalione e del nòstro stato civile non si cangiarono giammai, ira però stato di dipendenza; quindi molti poteri, che si spet-' tavano alla popolazione , miravansi in mano di coloro , i quali il sire nostro rappresentavano. E per vero diede A-driano tal disfatta a' municipali nostri privilegii da legare con assai stretti vincoli 1' arbitrio del popolo. Ei lasciò alle città un sol potere , qual fu il crearsi i Decurioni compo* nenti Un Senato, e I' eleggerai altri uffiziali inferiori , iha però al Magistrato di Roma , eh' era il Preside del Sànnto, pienamente sottoposti (281) : egli è questo un diritto , un potere , che per le premesse analisi intórno allo spirito de* governi, fu indubitatamente rispettato negli Ianni decorsi da Adriano alla invasiòne de'Longobardi. Quali elle furono le attribuzioni del Senato , ossia della Curia in queste città