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re il Capitolo Aprutino , o di rendere equivoco il di lui zelo Sacerdotale ; ma bensì di renderlo perfuafo , che le decime non poffono appartenergli , fe non a titolo di fatica ; nè poterne altra porzione ritener per fe , fe non quella , che fopravvanza al mantenimento de' Curati ; in guifa tale che, fe l'intiero decimano abbia a confumirfi in alimentare gli operarj , ed il Capitolo in tale iporefi abbia a ridurfi al bifogno , ed alla povertà; uopo è , che con animo raflegnato lo efegua in adempimento di quel dovere di giuftizia , che ha egli contratto nell'aggregazione dalle quattro riferite Parrochie, e delle decime Sacramentali, che alle medefime corrifpondono . Ed in tal propofito non lafciamo di ricordargli colle parole di Crifìiano Lupo Dijf. 2. proem. ad tom. 3. fcholiorum in Canones Cap. 7. eh'egli abbia innanzi a Dio un obbligo ttrettifiìmo di alimentare i Vicarj,affinchè cofìoro ftimulati dal bifogno non abbandonino la greggia , o non la moleflino con indoverofe efazioni a difeapi-to della pura difciplina : Capitula , ac Mona/leria RIGIDI! M coram Deo ONUS portane danda Par oc bis fuflentationis integra , & mijeras plebes Itberandì ab exattionibus variis , fufpettis , ojfenfivis , ad quas ifii a paupertate coguntur . Si patta ora a dilucidare il fatto .
I Capitolari di Teramo, dopo aver confeffata finceramente l'aggregazione delle Parrocchie fatta al di loro Collegio, ed il poflef-fo,in cui fono delle decime Parrochiali, o fian Sacramentali, anno imprefo a fottenere,che fiano poche; a perciò non fuffi-cienti al propofto affegnamento di annui ducati cento a cia-feuno de'quattro Vicarj . Che perciò ? Siano pur poche le rendite; fiano fcarfe le decime; debbono , ciò non ottante ^ . : ' fod-