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Su la destinazione de' Vicari curati perpetui al disimpegno della cura di tutta la Città
nella Real Camera di S. Chiara

, 1795, pagine 124

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   C 78 )
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   dotto, che gli mancherebbe la fulfiftenza, laddove fofse astretto a fomministare annui ducati 400. a' Vicarj Curati ; pur non dimeno per l'amore della verità li deve far prefente alla Real Camera, che ciafcun Canonico , anche a norma; della nota de'pefi formata dal Camerlengo Capitolare , viene a percepire più di annui ducati cento, de'quali fefsanta, e più se ne confefsano dal medefimo Camerlengo , come provenienti da fondi certi ; ed i rimanenti rifultano dalle distribuzioni cotidiane , e manuali, e da altri proventi di II-mil fatta.
   Qual ragion vuole , che un Canonico goda l'annua rendita maggiore di ducati 100. per il femplice , e Aerile fervizio del Coro ; ed un Curato , che porta il pefo delle anime debba rimanere con annui 45. ? L'officio, in cui fi deve occupare il Miniftro dell' Altare , che vuol vivere dal medefimo , non vien comprefo nella recita delle Ore canoniche , la quale non porta feco verun giuflo titolo di percepire le decime ; elfendo elfo unito infeperabilmeme alla Cura delle ani me. Quindi nè da Canonici , nè d'altri beneficiati inferiori polfono a' giullo titolo percepirfi le decime , se non fi prefli a qualche determinata Chiefa quella fpecie di fervizio , per cui debitamente meritino il nome di Minillri ope-rarj degni della loro mercede : Ex bis intellige , quod nec Canonici, nec inferioras• beneficiati jufle percipiant fuflenta• tionem ex decimis, aliifque proventibus Ecclefiafìicis , nifi tali Ecclep.x, vel fideli Populo prxfìent obfequium , ut ratione illius vere dici queant OPERARll , & Miniflri , qui di-gni funt mercede fua . Van-Efpen Traiì. de Jure Parroc. ad decim. & oljlat. cap.i. §.2.
   S. Ber-