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a cura di Federico Adamoli Aderisci al progetto!
Re Alfonso, aderendo alle preghiere dei cittadini, clic rappresentavano non poter vantare diritto alcuno sopra la loro patria un uomo che se n'era insignorito per opera di parlili e mc-dianle guerre civili, avea dichiaralo Tcramo devoluta al regio demanio. Giosia, non sapendo tollerare colale sminuimenlo del suo potere per opera di un principe a cui si era serbato sempre fedele, e con cui avca divisa nel 1455 la prigionia, collegatosi allo Sforza, tentò indarno di ricuperare quella città; e bal-luto dalle regie truppe, perdette anche il ducato di Atri. Lo ricbhe poi nel 59, allorché Giannantonio Orsini principe di Ta-ranlo indusse il re Ferdinando a restituire tutl'i feudi, dc'quali il padre suo aveva spodestato 1' Acquaviva. Ma Giosia, sia che ambisse di dilatare ancor più i suoi domini!, sia che si ritenesse svincolato da ogni ufficio di fedeltà verso un re sforzalo dall' autorità di un barone ad accordargli una grazia che non aveva implorata, non decorsi pur anco due mesi dalla sua restiluzione nei feudi avili, paleggiava armata mano per Giovanni di Angiò ; e calpestato ogni riguardo, moveva a sconvolgere le terre del ponlefice limitrofe agli Abruzzi, ed assaliva inutilmenle Ascoli, per toglierla a Pio II, allealo degli aragonesi. La fortuna, da principio prospera ali' angioino, gli si fece avversa quando i Sanseverini unirono le loro armi a quelle di re Ferdinando. Nulla lasciò Giosia intentato per mantenersi in Abruzzo, ma Teramo fu presa il 18 ottobre del 61, e il popolo ne smantellò la cittadella. Malico di Capua attaccò allora da tutte le parli le poche forze dell' Acquaviva, cui peraltro bastò 1' animo di riparare colla sua famiglia nella rocca di Celiino, e di sostenervi 1' assedio, fino a che morì di peste il 22 agosto 14G2. Giulio Antonio, che gli fu figliuolo e successore, depose le armi l'anno seguente, evenne da re Ferdinando ricevuto in grazia, e armalo cavaliere dell' armellino ; e dopo la dipartila di Giovanni d'Angiò, ricomposte le cose del travaglialo reame, riebbe eziandio per invcslilura del G gcnnajo 1404 il ducato d' Airi rinunciatogli da Malico di Capua, infeudatone per le sue benemerenze dal re fino dal 27 gennajo del
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