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PANNELLO ICONOGRAFICO n. 8


L'immagine scultorea, più di ogni viva espressione figurativa, è in grado di appagare il bisogno di umanizzare l'essere amato. Pertanto il repertorio riscontrato nella regione è vastissimo e multiforme. Nel grande mare di queste produzioni, per lo più riferibili a intagliatori locali che tentano di ispirarsi ai grandi laboratori di cultura, come Napoli, Roma, Firenze e Venezia, si individuano prodotti di alto livello artistico. Tra tutti emergono la piccola statua di Colledimezzo (Ch) e il lapideo custodito sui ruderi della distrutta chiesa di San Biagio in Ortona (Ch), del XIV secolo, esemplari straordinari del plasticismo più arcaico e suggestivo dell'età medioevale in Abruzzo.
Particolare menzione meritano le statue di Penne, Campo di Giove, Atri, Lanciano e Taranta Peligna, che rappresentano la tradizione della modellazione plastica di connotazione tipicamente medioevale, statica e rigida, alle nuove tendenze rinascimentali, improntate a modulazioni più dinamiche, equilibrate, di grande raffinatezza formale. Interessanti testimonianze si registrano inoltre nella cospicua produzione dei secc. XVIII e XIX, presente sull'intero territorio abruzzese.