Corriere Abruzzese 1888. In Città e fuori


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4 Febbraio 1888 – n° 10


     Col 1. febbraio è stato istituito ed aperto in Teramo l'ufficio governativo per lo studio della Ferrovia Teramo-Aquila per Roma.
     Capo di quest'ufficio è l'ing: Bartolini, che ha diretto pure gli studi della Ascoli-Antrodoco.
     L'ufficio è stabilito nella casa Carbone-Sbraccia.

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     Sarebbe follia se cantassimo inni di vittoria per questo fatto, per cui abbiamo versato rivi d'inchiostro, ed i nostri amici torrenti di parole alla Camera; ma d'altronde sarebbe più follia se non gli si desse quella importanza che merita.
     E' il primo passo verso la meta lontana. Senza il primo passo, nessuna cosa al mondo può compiersi.
     Sino al 1879 pareva un sogno la ferrovia per Teramo. Eppure questo sogno è oggi una realtà.
     Ma quanti studi, quanti sudori, quante fatiche sono costate alla generazione precedente alla nostra e che ancora non è spenta!...
     Domandatelo a tutti quelli che fecero parte delle amministrazioni comunale e provinciale nel decennio 1865-1875.
     Domandatelo a quelli che scandagliarono a palmo le nostre montagne, in cerca del carbon fossile per potere convincere il Governo a darci la ferrovia!
     Erano dei sognatori, ma con la loro costanza, con la loro fede nei destini della gran patria italiana, sono riusciti a vedere in atto il loro sogno.
     Abbiamo dunque la stessa costanza, la stessa fede, ed avremo quando che sia un nuovo valico appennino, Teramo-Roma.

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     Le comunicazioni sono quasi tutte riaperte; le strade provinciali che sono le arterie della nostra viabilità, sono tutte sgombre di neve, grazie agli spazza-neve del nostro ufficio tecnico provinciale.
     Anche il nostro Municipio (ci voleva anche questa per le sue finanze!) ha organizzato un discreto servizio di spazzamento, impiegandovi ieri e l'altro ieri oltre ottanta operai al giorno ed una ventina di carri. Ma la neve è tanta per le vie che ci vorrà ancora qualche giorno per non vedere gli alti mucchi che ci rammentano le valanghe alpine.

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     La nevicata di quest'anno è stata insolita per i nostri paesi. Un'altra eguale i nostri vecchi la ricordano al 1850.
     Qui abbiamo avuto in media un 50 centimetri di neve. In Atri si è raggiunta l'altezza di 70 centimetri.
     I nostri corrispondenti della montagna non ci hanno scritto ancora nulla, ma probabilmente ne avranno avuto più di noi.
     In marina vi fu il 31 una vera bufera. Ci scrivono da Tortoreto che là si è avuto poco meno di un metro di neve che interruppe ogni comunicazione con la ferrovia.
     Ed ora Giove Pluvio ci lasci in pace un po' di tempo, almeno sino al primo giorno di quaresima.

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     Ai nostri bachicultori mettiamo sottocchio il testo del decreto ministeriale per i premi alla stufatura dei bozzoli, di cui facemmo un primo cenno un mese fa.

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     Il Consiglio comunale di Montorio al Vomano ha nominato il sig. P.A. Ciavatta maestro di classe superiore di quel Comune.

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     Finalmente si ebbe l'altro ieri il numero legale nel consiglio d'amministrazione per la costruzione delle case operaie, e si fissò l'ordine del giorno per l'assemblea generale.