Il Terremoto nella Marsica del 1915


Pagina 28 di 76       

%


     Buoni risultati sembrano ricavarsi delle costruzioni in cemento armato semplicemente appoggiate sopra una piattaforma di robusto calcestruzzo posato, non incastrato nel suolo. Questa vera gabbia può seguire il terreno nelle sue oscillazioni senza lesionarsi né sfasciarsi.
     Ma contro le scosse potenti, come quella ultima dell'Abruzzo, nessun tipo di costruzione può essere veramente efficace e vi sono regioni di alta sismicità, ove l'unico rimedio, eroico se si vuole, sarebbe il rinunziare a far risorgere città e paesi, che, tosto o tardi, sono destinati ad andar distrutti!
     Oltre alla rovina totale o parziale degli edifizi, al loro fessurarsi, ecc. gli effetti meccanici del terremoto possono essere molteplici: scoscendimenti e frane anche enormi, proiezioni di gravi, contorcimento e spostamento di linee ferroviarie, caduta di ponti, apertura di voraggini nel suolo, avvallamenti del terreno, formazioni di fessure con spostamento dei lembi, fino ad aversi, come al Giappone nel 1891, dislivello di 20 metri sopra una lunghezza di 160 km.
     Tali fratture, che raggiunsero già centinaia di km., si presentano rettilinee, curve, radiali, a linea spezzata, ecc.; possono restare aperte oppure chiudersi inghiottendo rovine e vittime. Le loro dimensioni sono molto variabili e talora rilevanti; così una rimasta aperta dopo il terremoto Calabro messinese del 1783 era lunga 2 km. larga 10 m. e profonda 40.
     Altri effetti si riferiscono al regime delle acque, con comparsa o scomparsa di sorgenti, modificazione nella natura dell'acqua, nella portata, nella temperatura, ecc. Nei terreni alluvionali non è raro il verificarsi di getti d'acqua più o meno potenti, che si sprigionano dal suolo accompagnati anche da fango, sabbia e persino ghiaia.