[Elenco dei Nomi]

(...segue) Valentini Francesco
ingegnere, politico, Loreto aprutino (15-2-1888).

[Inizio Voce]


nel conciliare le discussioni. Sempre magnanimo, sempre generoso, sempre più impegnato a vantaggio altrui che proprio; ascoltava con interesse, concedeva con bontà, obbligava anche negando. Basterebbe ricordare le vicende del 1860 per vedere con quale misericordia seppe risparmiare i castighi, promuovere il perdono e ristabilire la calma. Ma, ripeto, fu esemplare nella vita privata. Infatti egli ebbe amici senza numero, perché amico senza misura di ciascuno, e perché seppe meritarseli coi cortesi ed obbliganti suoi modi; però non legava amicizia che a prezzo della sua stima, ed essi gli furono inalterabili e sacri. Li incoraggiò avviliti, li lodò meritevoli, li contenne orgogliosi, sempre con quell'edificante contegno, che gli procacciò la riconoscenza e l'ossequio. Oh! quanto è duro al ricco piegarsi alla compassione dei poveri. Trattasi di vincere l'amor proprio resto già altero dalla negativa del sentimento di bisogno, e fatto inflessibile dal ribrezzo, che sempre spira la miseria. Ma il compianto Valentini fu largo di profusioni particolari, ed ove annidava la povertà, non mancò mai il soccorso della sua mano. Alla vigilia della sua morte chiese conto di un vecchio reso inabile dall'età; e temendo che quell'infelice non soffrisse fame per la neve caduta, gli ordinò un sussidio: pare impossibile che anche in quei punti estremi l'assistesse lo spirito della carità! Alla mesta cerimonia del funebre accompagno della salma, che ebbe luogo alle 10 1/2 a.m. della mattina seguente, presero parte i cittadini di ogni classe, i rappresentanti del Municipio, della Pretura, dell'Ufficio del Registro, dei reali carabinieri, dell'Ufficio di Posta e Telegrafo, delle scuole maschili e femminili, dell'Asilo infantile, della Società operaia e di tutte le altre associazioni del paese,

(segue...)