[Elenco dei Nomi]

(...segue) De Paulis Camillo
sergente, Adua (Africa)

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di scrivervi. L'ultima mia era spedita da Entisciò, non so se l'avete ricevuta, ma spero di sì. Il mio pensiero è sempre rivolto a voi, alla famiglia, e alla cara Italia, che tanto più si sente di amare, quanto se ne è lontano. La sera quando mi ritiro sotto la mia tenda, e la mattina mi alzo, mando il saluto a voi altri tutti di casa, e a voi specialmente miei cari genitori, che son certo fate lo stesso, e mi benedite e pregate per me. La mia salute è ottima, il morale elevato, benché qualche volta lo spirito si abbatte ed un po' di nostalgia viene a turbarmi: ma che volete? quando si pensa che si è tanto lontani dalla patria e dalla famiglia, e per di più di fronte al nemico, la melanconia viene a turbarci un po'; ma io la mando via e procuro sempre di essere allegro quanto più me lo concedono le circostanze. Circa notizie intorno al nemico ne sapete più voi che io. Avrete saputo a quest'ora la notizia di una banda di neri dei nostri, che ha disertato, ed il generale Baratieri ha dato l'incarico a noi bersaglieri di distruggerla o disperderla quanto più è possibile. Questa banda ci dà molto da pensare, perché ne fa di tutti i colori, spezza i fili telegrafici, razzia carovane e villaggi, e certamente razziando carovane e villaggi, mancano i cibi a noi: perciò da quattro o cinque giorni eravamo dietro a darle la caccia, e ieri finalmente si pescò e attaccammo il combattimento, che durò quattro ore, rimanendo cinque dei nostri morti, e 12 feriti, e tre morti e 19 feriti di due compagnie di indigeni che erano in nostro sostegno. Cari genitori, ho ricevuto, come suol dirsi, il battesimo del fuoco. Che orribile emozione da principio; però combattendo viene tanto sangue freddo che non si pensa alle pallottole che si sentono fischiare. Io, grazie al cielo, sono rimasto sano

(segue...)