Vincenzo Bindi
Gaetano Braga da' ricordi della sua vita


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     Egli si recò espressamente in Ispagna e consegnò lo Stabat, opera sua, scritta di tutto suo pugno; Tadolini aveva composto il Cujus animam, il Quis est homo, e l'Infiammatus; e Rossini ridendo mi raccontò che, dandosi poi il suo Stabat a Bologna il 1842, diretto da Donizetti, Tadolini aveva detto a tutti i suoi amici che nello Stabat avrebbero uditi tre pezzi composti da lui, e quando udì invece il vero Stabat di Rossini, esclamò: 'È strano, non riconosco più la mia musica'. Rido assai quando leggo apprezzamenti erronei su Rossini e tra gli altri che non era sapiente in musica, mentre egli ne era profondissimo conoscitore, e ricordava a memoria tutte le musiche nostre e le straniere fin allora composte.
     Un giorno gli cantarellavo un motivo di Haydn ed egli mi disse: 'Bravo, D. Gaetano, che mi canta il 72° numero del quartetto di quel caro Haydn'. Una sera a Parigi l'ho visto furioso cacciare da casa sua un mediocre maestro che sparlava del D. Giovanni di Mozart, autore di sua predilezione. Quando Habenek, primo direttore di quella celebre Società de' concerti del Conservatorio di Parigi, nel 1824, indusse Rossini a udire la prima sinfonia in do di Beethoven, Egli scrisse all'autore una lettera entusiastica, e Beethoven gli rispose gentilmente, e, quantunque oppositore di Rossini, quel gran genio non dubitò di scrivergli: 'Si, noi faremo delle belle composizioni orchestrali, ma non arriveremo mai a fare quelle canzoni, quei canti, tanto amorosi come voi altri'."