Federico Adamoli
Felice Barnabei. Lettere a Giannina Milli (1862-1888)


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     Lasciamo alle parole di Barnabei la descrizione dell'arrivo a Firenze e l'incontro con la poetessa: «Andai dunque a Firenze a vi giunsi quasi contemporaneamente a Giannina Milli. Ella mi aveva dato il suo indirizzo di via della Scala dove mi recai quasi immediatamente. E non dico con quale affetto io vi fossi accolto. Giannina aveva deciso di fare lunga dimora a Firenze e vi si era recata con la madre col fratello Antonio e con la sorella Gigina (14); l'aveva accompagnata anche il fratello Federico che però scomparve. Egli si diede alla vita ecclesiastica ed entrò nell'ordine degli Scolopi (15) [...] Ricordo che come si fossero date un convegno le amiche di Giannina Milli si affollarono per venirla a salutare e a rallegrarsi del suo ritorno con l'augurio che questa volta vi si sarebbe trattenuta lungamente a Firenze».
     Le nobili amiche della poetessa avevano costituito un comitato che aveva il compito di sollevare la Milli dalla precarietà finanziaria nella quale viveva assicurandole una rendita sicura (16); per mantenere sé e la famiglia ella infatti girovagava per la penisola partecipando a quelle che venivano chiamate "accademie" competizioni tra poeti estemporanei in quei tempi molto in voga (17). Le improvvisazioni declamatorie avevano un impatto devastante sulla psiche della teramana e di ciò si rese conto lo stesso Barnabei: «Come potei constatare io stesso queste durissime prove la fiaccavano rimaneva abbattuta e ci volevano molti giorni prima che si riavesse e non si riaveva subito pienamente. Nelle improvvisazioni della Milli infatti non vi erano misteri niente vi era di combinato di artificioso; era lei e tutta lei che si tuffava in un'atmosfera inebriante rispondendo con vero entusiasmo alle domande che le venivano poste. Non erano soltanto le rime obbligate che dimostravano l'improvvisazione; erano i soggetti che le venivano assegnati e che erano per lei assolutamente nuovi come per mille dati si poteva riconoscere».

(14) Regina Rossi e Bernardo Milli ebbero dodici figli. Secondo quanto riferito da Giacinto Pannella nel suo volume Giannina Milli nella vita e nelle opere (Cooperativa Tipografica Teramana 1925) cinque di loro scomparvero prematuramente: nel 1824 morì la primogenita Maria di pochi mesi nel 1841 la quattordicenne Luisa nello stesso anno Luigi e nel 1855 a distanza di pochi giorni Enrico ed Adelaide.

(15) Gli Scolopi sono una congregazione cattolica fondata nel 1597 dallo spagnolo Giuseppe Calasanzio: oltre ai tradizionali voti di castità povertà ed obbedienza prevede quello per l'educazione dei bambini poveri.

(16) L'Istituzione Milli che venne fondata a Firenze assicurò una rendita vitalizia alla poetessa mentre dopo la sua morte servì per assegnare annualmente dei premi a ragazze meritevoli (nel 1893 per esempio ne fu destinataria Ada Negri)

(17) Nella sola Napoli Giannina Milli diede ben 27 accademie. Si esibì per l'ultima volta il 26 maggio 1867 a Verona.