Lettere scritte da Silvestro Centofanti


Il ritratto fotografico Ŕ tratto da: Fotografie della collezione Milli, a cura di Fausto Eugeni, Sant'Atto di Teramo, Edigrafital, 2002, (Scatti d'Epoca. Collana abruzzese di fotografia storica, vol.4)



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Insigne filosofo e letterato, Silvestro Centofanti nacque a Calcinaia, presso Pisa, l'8 dicembre 1794 da Giuseppe e Rosalia Zucchini e morý a Pisa il 6 gennaio 1880. Nella giovinezza coltiv˛ studi poetici: pubblic˛ nel 1814 il poemetto Il presentimento avverato, per celebrare il ritorno del granduca Ferdinando III, che successivamente gli affid˛ l'incarico di illustrare la vita e l'opera di Galilei; compose pure alcune terzine dedicate al Monti, che gli rispose incoraggiandolo. Si propose inoltre di comporre un ciclo di opere drammatiche sulle origini e sul progredire dell'umanitÓ, ma port˛ a termine solo la tragedia Edipo re, rappresentata a Firenze (dove si stabilý nel 1822) con scarso successo. Laureato in Giurisprudenza all'UniversitÓ di Pisa, fu titolare della cattedra di Storia della filosofia nello stesso Ateneo dal 1841 al 1849 dove tenne un frequentatissimo corso di Storia dei sistemi della filosofia. Svolse pure attivitÓ da giornalista. Come docente universitario si distinse particolarmente per un insegnamento intriso di contenuti patriottici. Negli ambienti universitari ricoprý diverse cariche: fu Professore di Storia della filosofia all'Istituto di studi superiori pratici e di perfezionamento di Firenze; fu Provveditore dell'UniversitÓ di Pisa; fu Rettore dell'UniversitÓ di Pisa dal 1861 al 1865 e fu Professore emerito dell'UniversitÓ di Torino. Il suo discorso sul Risorgimento italiano del 15 marzo 1848 fu accolto con entusiasmo dai giovani patrioti in procinto di partire per la prima guerra d'indipendenza; partecip˛ con moderazione ai moti politici toscani.


Ricoprý pure numerose cariche politiche: tra le altre fu Deputato alla Costituente (Toscana) nel 1849 e fu membro del Senato (Toscana) dal 17 maggio 1848. Con l'UnitÓ, per i meriti di letterato patriota fu nominato Senatore il 23 marzo 1860. Fu anche cofondatore del giornale "L'Italia" (giugno 1847). Tra le varie onorificenze che egli ricevette ricordiamo quella di Cavaliere ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia.
Come letterato fu collaboratore dell'Antologia del Vieusseux. Tra le sue opere migliori sono da ricordare un sommario di storia della letteratura greca, uno studio su Pitagora, uno studio sull'Alfieri (1842), una Storia dei sistemi della filosofia (1842) e Del platonismo in Italia (1844). Tra i numerosi discorsi ricordiamo quelli dedicati alla storia della letteratura italiana e a Dante, Galilei, Campanella.


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