"Su, brutta bestia" gridò la pusa al cane, "si torna a casa! Che cosa credi di esserti meritato?"
La bestia riprese il suo normale aspetto, scosse il pelo e si avvicinò docilmente. La pusa gli sedette in groppa, ma si accorse che dal collare mancavano i tre sonagli.
"Consapevole del Vuoto, tirali fuori!"
"Non so di che cosa parliate."
"Furfante di una scimmia, non farmi perdere la pazienza e restituisci i sonagli" si mise a urlare Guanyin. "Chi altri avrebbe messo le mani addosso a questa bestia, a rischio di farsi mangiar vivo?"
"Davvero, non so dove siano finiti" insisté Scimmiotto arrischiando un sorriso di sbieco.
"Ho capito. Tu non hai visto i sonagli, e io allora recito l'incantesimo del cerchio."
"Ferma, per carità" supplicò Scimmiotto spaventato. "Scherzavo: eccoli, i vostri sonagli."
È il caso di dirlo:
Chi ha staccato i sonagli dal collare?
Chi prima li attaccò lo può spiegare.
La pusa sistemò il collare della sua cavalcatura e montò in alto diretta verso i mari del Sud,
Dei fior di loto facendo cuscino,
Col corpo avviluppato in fili d'oro.
Scimmiotto, da parte sua, penetrò nella Grotta dell'Unicorno e fece piazza pulita di tutti i mostri che conteneva. Poi si rassettò e andò a invitare Santo Palazzo a ritornare dai suoi. La regina lo accolse con molte gentilezze e lui le raccontò tutti i particolari delle ultime vicende e degli antefatti. Quindi si procurò un mucchio di morbida paglia e l'annodò in forma di drago: "Ora, signora, sedetevi qui sopra e chiudete gli occhi. Non abbiate paura: la nostra destinazione è il palazzo reale, da vostro marito." Mentre Scimmiotto usava i suoi poteri magici, la dama gli ubbidiva scrupolosamente: udì soltanto il vento sibilare nelle orecchie.
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