anonimo
DIZIONARIO DEI MODI DI DIRE
PER OGNI OCCASIONE


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     fare come il cane d’Esopo

     Cioè come il cane della favola di Esopo (185), ripresa da Fedro (Favole. I, 4), che, per strappare un pezzo di carne a un altro cane (ma si trattava soltanto della sua immagine riflessa nell’acqua), spalancò

     la bocca e così perse il pezzo di carne che aveva. Corrisponde a: Chi troppo vuole, nulla stringe, o anche a: Non lasciare il certo per l’incerto.

     farla in barba

     Fare, ottenere, carpire qualcosa a dispetto di qualcuno, quasi sotto i suoi occhi, davanti alla sua, ovviamente metaforica, barba.

     far venire la barba

     Annoiare qualcuno, seccarlo oltre misura, spesso mettendo a dura prova la sua pazienza.

     fare orecchi da mercante

     Non prestare attenzione, fingere di non sentire ciò che torna comodo. Questa forma di interessata, falsa sordità era generalmente attribuita ai mercanti, nelle affollate e rumorose fiere paesane di un tempo. fare la vita (o l’arte) del michelaccio


     O anche del Michelasso, per motivi di rima con il mangiare, bere e andare a spasso in cui consiste. Ovviamente il detto si applica al fannullone. Forse dal nome di un Michele Panichi, mercante fiorentino, che, ritiratosi dagli affari, si votò all’ozio perfetto; forse invece da Miquelet de Prats, un catalano del XVII secolo, capo di bande di briganti e guerriglieri antifrancesi che infestavano i Pirenei e che da lui si chiamarono miquelets; in seguito, il termine restò a indicare i briganti di quella zona.

     farsene un baffo

     Non curarsi di qualcuno o qualcosa, non averne considerazione nè timore. Di lui e delle sue minacce, me ne faccio un baffo. Nonostante la “permissività” corrente, la locuzione ha conservato una buona dose di volgarità. Almeno per l’orecchio più sensibile.


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