"Per riempire la tua gran bocca e il tuo grosso ventre" rispose il Buddha. "Devi considerare che, al mondo, gli ammiratori della nostra dottrina sono tanti, e a ogni cerimonia portano molte offerte. Finite le cerimonie, tutte quelle buone cose spetteranno a te. Di che cosa ti lamenti?
"Consapevole della Purezza, tu fosti Generale delle Cortine Arrotolate e fosti bandito nel mondo di Sotto per aver rotto una coppa di cristallo. Caduto nel Fiume delle Sabbie Mobili, peccavi mangiando esseri umani; ma poi ti sei felicemente convertito alla nostra dottrina e l'hai conservata con sincero rispetto, proteggendo il santo monaco. I meriti che hai conseguito scalando montagne e guidando il cavallo ti valgono il giusto frutto di un'eminente promozione: ti nomino arhat dal Corpo Dorato."
A questo punto il Buddha si rivolse al cavallo bianco: "Tu sei figlio del re drago Aojun del mare occidentale. Ti sei reso colpevole di empietà disubbidendo a tuo padre, ma dopo la tua felice conversione alla nostra Legge e adesione alla comunità, hai acquistato meriti trasportando il santo monaco. Se i sutra sono giunti nell'Est è anche merito tuo. Ti conferisco il giusto frutto del posto di cavallo-drago celeste; sarai una delle otto creature eccezionali."
I quattro pellegrini si prosternarono, e anche il cavallo manifestò la debita gratitudine per i favori accordati. Il Buddha ordinò a un rivelatore di portare il cavallo dietro la vetta del Monte degli Avvoltoi, al lago Trasformazione del Drago. Il cavallo vi s'immerse e mutò forma: sul capo gli spuntarono corna di drago, la pelle si coprì di scaglie dorate, una barba d'argento ornò il suo mento e le guance. Un'aura di buon augurio lo avvolse mentre saliva in alto sfoderando i lunghi artigli delle quattro zampe, e si attorceva alla colonna Omaggio agli Splendori del Cielo che si trova all'ingresso del monastero.
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