Federico Adamoli
EROI TERAMANI. ALCUNI ATTI DI CORAGGIO TRA '800 E '900


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     Tuttavia nella relazione redatta dai Reali Carabinieri di Teramo ad un mese esatto dall'incendio, gli atti compiuti dai coraggiosi furono molto ridimensionati nel loro svolgimento, e l'azione di riconoscimento non ebbe alcun seguito. La giunta comunale aveva presentato un elenco di 17 uomini (7) che si prestarono attivamente allo spegnimento dell'incendio, sottolineando come i primi della lista "corsero pericolo ben grave della propria vita, perché spesso investiti dalle fiamme presso cui trovavansi sia pel getto dell'acqua, sia per sottrarre alle fiamme stesse tutto il materiale che ne poteva far aumentare le proporzioni".
     Tra le persone accorse il merito maggiore veniva ascritto a Teodoro Marziani di Nicola, muratore, "il quale visto che gli sforzi erano insufficienti perché le fiamme divoratrici continuavano nell'opera di distruzione, ebbe l'accortezza di isolare il fuoco mediante taglio, con accetta, di tutte le travi e travicelli comunicanti con vani contigui, le condizioni dei quali, peggiori di molto del punto ove si svolgeva l'incendio, gettarono la cittadinanza nella più profonda agitazione che piena di sgomento si riversava nella vicina piazza".

     Il Comandante della compagnia dei carabinieri di Teramo si recò personalmente sul posto per raccogliere le informazioni sull'incendio, riferendo nella sua accurata relazione che quanto contenuto nella deliberazione della giunta risultava essere stato "grandemente esagerato" e che "l'opera non fu di grande difficoltà, sia perché essendo molti i volenterosi, si poté avere acqua dalle cisterne vicine, come perché il soffitto su cui si era sviluppato l'incendio era a volta ben confezionata e resistente sì, che anche il crollo del tetto non avrebbe provocata la caduta". Quanto all'opera prestata dal Marziani, che come gli altri non espose la sua vita a rischio, era risultata del tutto superflua, perché con l'impiego dell'acqua l'incendio fu spento. Veniva anche sottolineato che "è certo che altri non nominati, prestarono opera parimenti utile". Rimanendo il riconoscimento per l'encomiabile sforzo prodotto da coloro che intervennero allo spegnimento dell'incendio, per queste ragioni il caso non ebbe alcun seguito.

(7) Questo è l'elenco: Teodoro Marziani di Nicola, muratore; Alfredo Maraini d'ignoti, calzolaio; Domenico Martella fu Nicola, guardia municipale; Enrico Bruni fu Filippo, contadino; Zopito Di Pietro di Livio, bracciante; Gaetano Rosini di Fedele, muratore; Nicola Di Sante di Zopito, muratore; Lugi Pirocchi di Giuseppe, bracciante; Nicola Di Lorenzo di Francesco, bracciante; Silvino Bizzarri di Giuseppe, bracciante; Giuseppe Di Pietro di Zopito, guardia municipale; Giovanni Di Pietro di Livio, calzolaio; Armando Sperandii di Giuseppe, agente postale; Giuseppe Conforti, merciaio; Gavino Sperandii di Giuseppe; Antonio Spinelli d'ignoti, cantoniere stradale; Francesco Gialluca di Antonio, cantoniere stradale.


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