Wu Cheng'en
VIAGGIO IN OCCIDENTE


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     Audace l'uno sotto finte spoglie,
     Prudente l'altro nascose l'oggetto.
     Conversano con tatto e abilità,
     Ma quel kasâya quando si vedrà?
     Fa il diavoletto una rivelazione
     Che spinge il nero mostro a dimostrare
     Tutta la sua potenza in una lotta
     Senza quartiere, lancia contro sbarra.
     Trasformazioni inedite si vedono,
     E trucchi di magia d'alto livello.
     Uno tiene a quell'abito allo scopo
     Di festeggiare il proprio compleanno;
     Ma l'altro non ha scelta, deve renderlo
     Al proprietario, o male gliene incoglie.
     Dura è la lotta fra i due contendenti,
     Nemmeno il Buddha li può separare.

     Lottarono dall'entrata della grotta fino al sommo della montagna, e poi dalla montagna sulle nuvole, sputando vento e nebbia, sollevando la sabbia, rotolando le pietre. Continuarono a battersi finché il sole tramontò, senza vincitore né vinto.

     "Fermati Scimmiotto" gridò il mostro. "Si fa tardi, non è più l'ora di battersi. Vattene via. Se vuoi torna domattina dopo le otto."
     "Ragazzo mio, non se ne parla nemmeno. Chi vuol combattere, combatte sul serio, senza tirare in ballo l'orologio."
     E Scimmiotto fece piovere una gragnola di colpi senza badare dove cadevano, ma il moro si mutò in corrente d'aria e sgattaiolò a rinchiudersi in casa, rifiutandosi di aprire.
     Scimmiotto non aveva alternativa, e ritornò al Monastero di Guanyin. Scese dalla nuvola e chiamò: "Maestro!"
     Tripitaka, che lo aspettava con impazienza, fu felice di vederselo davanti. Ma la gioia si mutò in delusione vedendo che ritornava a mani vuote: "Come mai, ancora una volta, non riporti il mio kasâya?"


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