Wu Cheng'en
VIAGGIO IN OCCIDENTE


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     "Maestro" rispose Scimmiotto cavandosi dalla manica il cartoncino di invito, che tese a Tripitaka. "Il mostro e quella vecchia canaglia dannata, di fatto erano amici. Il patriarca è stato persino invitato alla festa dell'abito buddista. Il vostro vecchio Scimmiotto, dopo aver liquidato il messaggero, si è introdotto in casa del nemico facendosi passare per il patriarca. Ci ho guadagnato una tazza di tè, ma non c'è stato verso di farmi mostrare il kasâya. Mentre ci si intratteneva, uno di pattuglia è venuto a rompere le uova nel paniere. Allora abbiamo combattuto, ed è andata avanti fino a poco fa, senza esito. Quando si è fatto tardi, quello si è rintanato in casa. Per il momento non mi restava che ritornare qui."
     "Sei in grado di spuntarla con lui?"

     "Non sono molto più forte di lui; a forza press'a poco ci possiamo equivalere."
     Tripitaka lesse il cartoncino e lo tese al superiore: "Il vostro patriarca non sarà stato anche lui un essere malefico?"
     "Certo no, era un essere umano" rispose il superiore gettandosi in ginocchio. "Aveva rapporti amichevoli con il Re Nero, perché esso era pervenuto al Tao dell'umanità, veniva spesso a discutere di sutra e gli insegnava l'arte di alimentare il respiro."
     "Non mi pare che questa banda di monaci puzzi di mostro" tagliò corto il Novizio. "Hanno tutti la testa tonda in aria e i piedi quadrati in terra: non sono esseri malefici, anche se sono poco furbi. Guardate il cartoncino, si parla di un orso: quello lì è un orso bruno divenuto spirito malefico."


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