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Opere di letteratura italiana e straniera |
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"Per quanto so e ricordo, nella nostra proprietà non si erano mai visti demoni, diavoli o mostri. La disgrazia del vecchio ottuso che sono è di non avere figli maschi. Ho avuto solo tre figlie: Orchidea Profumata, la maggiore; Orchidea di Giada, la seconda; e la beniamina, Orchidea Azzurra. Le due più grandi erano fidanzate già in tenera età a persone del villaggio, ma per la minore avrei voluto un genero che fosse disposto a vivere con noi: qualcuno che fosse attivo, capace e servizievole, e si prendesse cura della mia vecchiaia. Tre anni fa capitò qui un tizio che, devo dire, si presentava abbastanza bene; diceva di chiamarsi Porcellino e di venire dai monti Fuling. Non aveva più genitori, né fratelli; perciò era disposto a entrare in famiglia come genero. Mi pareva appunto il tipo di persona che mi occorreva, senza altri obblighi né legami. Nei primi tempi lavorava molto: arava ed erpicava senza attrezzi né bufali, mieteva senza falce. Si alzava all'alba e rientrava a notte. Non si può dire che andasse male. L'unico inconveniente era quella faccia, specialmente la bocca, che a poco a poco cambiava."
"Cambiava come?" chiese Scimmiotto, interessato. |