Wu Cheng'en
VIAGGIO IN OCCIDENTE


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     "Non sarà che mangi semplicemente in proporzione al lavoro che fa?" chiese Tripitaka.
     "Ma quanto mangia non è il peggio. Ha imparato a giocare col vento, sale sulle nuvole, solleva sabbia e fa rotolare pietre; terrorizza noi e tutti quanti qui intorno, i vicini di destra e quelli di sinistra. Non si vive più tranquilli. E soprattutto ha sequestrato la mia Orchidea Azzurra nella baracca in fondo al cortile; non l'ho più vista da sei mesi, non so nemmeno se sia ancora viva. Queste sono cose da mostro. Ci occorre un esorcista, un maestro della legge, che lo cacci via, lo levi di torno."
     "Niente paura!" replicò il Novizio. "Lo acciuffo questa notte stessa, ve lo garantisco. Volete che lui vi firmi un atto di rinuncia al matrimonio, prima di restituirvi la figlia?"

     "Le formalità non fanno differenza, ma pensate che danno per la nostra reputazione, quanti parenti hanno rotto i rapporti con noi. Se lo catturate, non mi importa di aver firme. Basta che sradichiate questa radice di tanti guai" rispose soddisfatto il vecchio Gao.
     "È facilissimo, ve l'ho detto; vedrete il risultato questa notte."
     Il vecchio si sentiva alle stelle; fece preparare la tavola e disporre le sedie per un pasto di magro. Dopo cena, mentre calava la notte, il vecchio chiese: "Quali armi vi occorrono? Quanta gente devo riunire per spalleggiarvi? Converrà che ci prepariamo."
     "Ho già tutto quello che mi serve" rispose Scimmiotto.
     "Ma fra tutti e due avete soltanto un bastone da pellegrino; con quello il mostro non lo vincete."


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