Wu Cheng'en
VIAGGIO IN OCCIDENTE


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     Il Novizio si cavò allora da dietro l'orecchio un ago da ricamo, e lo trasformò in un baleno in una grossa sbarra di ferro cerchiata d'oro. Poi chiese, rivolgendosi al vecchio Gao: "Che ne dite di questo randello? Varrà pure le armi che potete avere voi. C'è di che picchiare anche un mostro, non vi pare?"
     "L'arma l'avete; ma non vi occorre gente?"
     "Non per aiutarmi. Vorrei però che qualche persona molto anziana e virtuosa tenesse compagnia al mio maestro e lo intrattenesse, mentre sono occupato. E voi aspettate che catturi la creatura malefica e la costringa a una pubblica confessione dei suoi misfatti, in modo da sbarazzarvi una volta per tutte da questo malanno."
     Il vecchio mandò subito i garzoni della fattoria a cercare amici e conoscenti, che presto giunsero. Dopo le presentazioni, Scimmiotto disse: "Maestro, voi mettetevi comodo, devo andare."

     Brandì la sua sbarra di ferro e si tirò dietro il vecchio Gao: "Portatemi a quella baracca in fondo al cortile, che veda com'è fatta."
     Il vecchio Gao lo guidò alla porta della baracca.
     "Tirate fuori la chiave."
     "Se avessi la chiave, non avrei bisogno di voi."
     "Vecchio mio" gridò Scimmiotto ridendo, "arrivare alla vostra età senza imparare a capire una burla! Scherzavo, e voi mi prendete sul serio."
     Si fa avanti tastoni e constata che la serratura è rafforzata da colate di bronzo. Perde la pazienza, picchia con il randello e sfonda i battenti. All'interno regna la completa oscurità.
     "Venite qui, chiamate. Dovrebbe esserci vostra figlia."
     Raccogliendo tutto il suo coraggio, il vecchio gridò: "Mia piccola terza!"


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