Wu Cheng'en
VIAGGIO IN OCCIDENTE


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     Scimmiotto, che scrutava attentamente tutto attorno, notò un immenso ginepro, un vecchio cipresso, un antico pino e un folto bambù. Dietro a loro si vedeva un acero rosso. A breve distanza verso la parete rocciosa stava un vecchio albicocco, circondato da due susini invernali e da due cinnamomi.
     "Avete scoperto la bella brigata?" chiese ridendo Scimmiotto.
     "Non ancora" rispose Porcellino.
     "Eccoli qua: erano gli spiriti di questi alberi."
     "Tu come lo sai?"
     "Il signor Diciotto era il pino, Rettitudine Solitaria il cipresso, Vacuità Eterea il ginepro e Sfiora Nuvole il bambù. Quanto al servitore rosso, era l'acero. Ed ecco lì la fata albicocco, con le sue cameriere."
     Porcellino, senza perder tempo, corse avanti e abbatté susini, cinnamomi, albicocco e acero a colpi di rastrello e di grugno: in effetti dalle loro radici uscivano gocce di sangue fresco. Tripitaka lo volle trattenere: "Consapevole delle Proprie Capacità, non far loro del male! In fondo non mi hanno fatto niente, benché fossero fantasmi. Lasciamoli perdere e riprendiamo la nostra strada."

     "Maestro" insisté Scimmiotto, "non è il caso di risparmiarli: finirebbero per diventare creature malefiche e combinerebbero un sacco di guai."
     Il bestione sradicò anche pino, cipresso, ginepro e bambù, e poi invitò il maestro a rimontare a cavallo. Ripresero così il cammino sulla strada maestra dell'Ovest.
     Se poi non sapete che cosa avvenne dopo, ascoltate il seguito.

     CAPITOLO 65
     UN PARADISO MALEFICO

     IN CUI ESSERI PERVERSI SUSCITANO UN FALSO PICCOLO MONASTERO DEL COLPO DI TUONO, E I QUATTRO PELLEGRINI CORRONO GRAVI PERICOLI.


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