Una voce dal trono di loto gridò: "Scimmiotto Consapevole del Vuoto, perché non ti prosterni davanti al Beato?"
Il Novizio abbandonò la briglia e si fece avanti gridando a sua volta: "Bestie immonde! Non vi vergognate di contraffare in questo modo il luogo sacro e di usurpare il nome del Beato?"
Roteò la sua sbarra per colpire, quando dall'alto: bang! cadde una coppia di giganteschi cembali, che lo imprigionarono come l'imbottitura di un panino. Porcellino e Sabbioso, allarmatissimi, posero mano alle loro armi, ma tutta quella gente li circondò, li strinse e li malmenò, e alla fine li catturò; tutti e due, più Tripitaka, furono legati ben stretti.
In effetti, a fare da Buddha sul trono di loto stava un re diavolo, e la folla lì intorno era costituita dai suoi aiutanti. Quando videro che il finto aspetto celestiale non serviva più, lo abbandonarono e ripresero le usate facce da mostri. I tre prigionieri furono chiusi in una stanza sul retro; il cavallo fu portato nella scuderia e i bagagli dentro casa, insieme al kasâya e al berretto strappati a Tripitaka. Quanto a Scimmiotto, si guardarono bene dal levarlo dai cembali che lo imprigionavano: fu lasciato dov'era, con l'intenzione di aspettare qualche giorno, finché andasse a male. Allora gli altri pellegrini si sarebbero potuti cuocere tranquillamente al vapore, dentro l'apposita gabbia di ferro. In verità:
Solo l'acuta scimmia seppe vedere il vero.
Il segreto del dhyâna si fermò alle apparenze;
Donna gialla seguiva e non seppe vedere;
|