"Così le risparmiaste la vita e lei, per riconoscenza, salutò voi come padre adottivo e me come fratello; fu allora che scrisse la tavoletta e incominciò a onorarci con l'incenso. A quanto pare è ritornata al punto di partenza, fa la vampira e se l'è presa con il monaco cinese. Scimmiotto ha scoperto il suo rifugio e ha trovato la tavoletta; la sua querela è giustificata. Non sarà figlia vostra di sangue, ma lo è di adozione."
Il re, stupito e confuso, dovette confessare: "Perbacco, figliolo, l'avevo completamente dimenticata. Qual'è il suo nome?"
"Ha tre nomi: quello originario è Spettro Pipistrello Pelo Bianco Muso d'Oro. Per aver rubato candele e incenso la chiamarono Mezza Guanyin. Dopo il perdono si fece chiamare Signora Zampilla da Terra."
Il re celeste si rese finalmente conto della situazione e volle slegare Scimmiotto con le sue mani. Ma il grande santo non era d'umore da lasciarlo fare: "Nossignore! Giù le mani dalle corde! Ci tengo a comparire in questo stato davanti a sua maestà; e voglio vedere chi vincerà il processo." Al re celeste caddero le braccia, il principe zittì; entrambi rimasero a testa bassa.
Il grande santo si contorceva, legato come un salame, e insisteva perché lo portassero subito in udienza. Il re celeste prese da parte l'astro del metallo, chiedendogli di interporre i suoi buoni uffici.
"Come dicevano gli antichi" rispose costui: "pratica sempre la tolleranza. Siete stato precipitoso a legarlo in quel modo e minacciare di ucciderlo. Quanto alla scimmia, tutti sanno quant'è sfacciata. Io che cosa posso fare? La colpevole non è vostra figlia carnale, ma a stare al racconto di vostro figlio è legata a voi come se lo fosse, e voi ne siete responsabile. Se non comparite in udienza, non vedo come vi possiate difendere."
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