Il corpo del Buddha è alto 16 piedi, color dell'oro. Il suo appellativo più frequente nel testo è Rulai, in sanscrito Tathâgata, Venuto così (pervenuto inattesamente all'illuminazione). Il traduttore francese ha scrupolosamente tradotto con Ainsi Venu. Il ritraduttore italiano ha temuto che l'atmosfera scanzonata del racconto propiziasse interpretazioni malandrine dell'epiteto, che sarebbero ingiustificate; perciò ha ripiegato su Beato. (Naturalmente si potrebbe dire: Illuminato, ma questo è già il significato di Buddha).
Buddismo I taoisti scandalizzano i buddisti raccontando che il buddismo è una semplice deformazione del taoismo, inventata e riportata in Cina dallo stesso Laozi, di ritorno da un viaggio in occidente compiuto per far proseliti fra i barbari. Delle correnti buddiste, quella Hinayana, piccolo veicolo, mira alla salvezza personale (condizione di arhat ed estinzione definitiva con la morte). Mahayana, grande veicolo, per compassione aiuta anche gli altri a raggiungere il nirvana, cioè l'estinzione, non tanto dell'individuo, quanto dell'illusione che l'individuo esista. Nel testo si parla di tre veicoli (san cheng), che possono essere conoscenza, intuizione e fede, oppure le due correnti citate più il Tiantai (giapponese Tendai) che, nell'ambito del Mahayana, riduce il canone dei sutra concentrandolo intorno al Sutra del loto.
Bufalo La menzione del bufalo può alludere al Buddha (Gautama deriverebbe da gaus, bovino).
Altrove si parla del bufalo che "suda al chiar di luna". Infatti la fama popolare gli attribuisce una tale insofferenza del caldo, da supporre che ne soffra alla sola vista della luna: la povera bestia non sarebbe capace di distinguerla dal sole.
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