Federico Adamoli
LA CHIESA PERDUTA
(La vicenda della Chiesa di S. Matteo di Teramo)


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     Nel 1935, anche in vista del Congresso Eucaristico Nazionale, viene pensato di realizzare un importante restauro della chiesa, prevedendo anche il rinnovo degli interni, con il rifacimento del vecchio pavimento, degli altari, il ripristino dell'organo sulla tribuna e la torre campanaria. Si costituisce per la raccolta dei fondi un "Comitato per i Restauri" presieduto dal parroco Lorenzo Di Paolo. Per questi lavori viene approntato un preventivo dall'ingegnere Gino Mazzoncini, per una spesa di lire 23.314,59. Questi i lavori compresi nel preventivo, che comunque non troveranno mai la concreta realizzazione: ripassare per mano e rettificare tutto il tetto (per 322 mq) con sostituzione di travature (40 travi 13x16 da m. 4 in sostituzione a quelli guasti); 50 mezzomurali; 500 mattonelle da tetto; 1000 coppi; 2 conserve di lamiera di ferro zincato da m. 26; tubi di lamierino di ferro zincato per scarichi pluviali, compreso le staffe di sostegno per m. 12; tubi di eternit, incanalate nel muro, mediante traccia nel muro stesso (scolo dell'altro lato del tetto) con raccordi per m. 15; rifacimento dell'intonaco delle volte, degli stucchi, delle decorazioni e chiusura delle screpolature; gradini di accesso all'organo; demolizione del vecchio pavimento e e sterro per dar luogo al sottofondo in calcestruzzo cementizio per la nuova pavimentazione in marmo di Carrara; gradini di marmo per l'altare maggiore13.

     A fronte delle esigenze di restauro createsi ad inizio 1935, solo nel luglio 1936 l'ufficio tecnico del Comune compie un'ispezione nella chiesa, constatando come «le continue infiltrazioni di acque verificatesi nelle murature interne e nella volta della Chiesa, dipendono dallo stato di avanzato degradamento in cui si trovano i canali di gronda ed i tubi pluviali di discesa dell'edificio. Per eliminare definitivamente l'inconveniente lamentato e ad evitare ulteriori danni alle murature ed agli intonachi interni, è necessario rinnovare totalmente il materiale suddetto. Nella perizia che si alliga i canali sono stati previsti con lamiera di ferro zincato del diametro di cm. 20, verniciati con antiruggine e messi in opera con tenute nuove di ferro; gli imbuti ed i tubi di discesa sono stati invece previsti in "Eternit", tenuto conto che i tubi stessi devono essere parzialmente incassati nei muri e devono pertanto essere assolutamente impermeabili. E' opportuno infine eseguire il ritrattamento generale del tetto, essendosi riscontrato tracce di umidità in vari punti del soffitto»14. L'importo dei lavori è di lire 2000, e gli stessi risultano eseguiti in breve tempo dal cottimista Pietro Vimini. Questo il dettaglio dei lavori e del materiale impiegato: ritrattamento superficiale dei tetti (navata centrale per mq. 258,64; falde laterali per mq. 67; tetti adiacenti per mq. 40,25) per una superficie di mq. 365,89; canali di gronda in lamiera di ferro zincato diametro cm. 20 compresa di tenuta di ferro, la verniciatura e la posa in opera per ml. 50,70; tubi pluviali in lamiera di ferro zincato di diametro cm. 8, compresi i raccordi, verniciati in opera, per ml. 2,40; tubi pluviali "Eternit" di diametro cm. 12 per ml. 14,75; 2 imbuti grandi; 2 raccordi curvi "Eternit" per pluviali da cm. 12; 1400 tegole comuni; 200 mattonelle da tetto; 4 mezzo murali da ml. 4; posa in opera di inferriata; condottino di scarico a mattoni delle dimensioni interne di cm. 20x20 per ml. 2,0015.


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