Federico Adamoli
LA CHIESA PERDUTA
(La vicenda della Chiesa di S. Matteo di Teramo)


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     Nessun avanzo visibile rimane attualmente della grande rinnovazione cinquecentesca avvenuta per opera munificente di quella nobile signora Piacentina de' Cappelletta. (...) E' certo, d'attribuirsi a buona sorte se il fabbricato pur attraverso le dannose smanie d'abbellimento del secolo XIX, nulla abbia perduto della sua forma giosaffattiana del rimodernamento barocco.
     La facciata richiama la corrente dei gesuiti dell'epoca. E' composta da un piano interrotto da due grandi lesene, con mostre laterali, e bipartita da una robusta cornice. Nella parte superiore si apre una finestra rettangolare con timpano a triangolo mentre un grande arco a sesto ribassato, ed un occhio circolare nel mezzo, formano il coronamento del fronte, assai semplice.
     Due timidi pilastrini si alzano lateralmente negli angoli, sulla cima del tetto, ed un campaniletto, nascosto nell'alto, getta sul cielo pie voci di bronzo. Ma la parte più nobile del prospetto è rappresentata dal portale travertino, eseguito dagli artisti ascolani Giosaffatti.

     Il disegno presenta chiare analogie con le più belle opere del genere lasciate dagli stessi artefici nelle Marche, particolarmente ad Ascoli. Ordinata ed armonica (ritmo berniniano) semplice e severa la porta è sormontata da un ricco frontone composto di linee rette, compendiate dalla grande curva movimentata del timpano. Nelle caratteristiche dello stile appare la tendenza al classico, improntato alle severe forme barocche della prima metà del seicento. (...) Uno stemma, scolpito nella maniera dell'epoca, completa la decorazione del portale, sotto la chiave dell'arco. Ivi sono rappresentati nel basso tre monti, con una mano alzata in quello di mezzo; ed in alto tre stelline. (...) La bianca vasta navata interna si sviluppa con le sue linee fondamentali nella maniera che molto si accosta al giosaffattiano demolito Duomo barocco. Sobrie decorazioni a stucco abbelliscono, con fare piuttosto classico, le pareti scompartite da lesene e sormontate da leggiadri capitelli compositi, vivi d'acanto.


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